Absetzen: lett.:”Rimuovere”. Con l’Absetzen respingiamo il colpo dell’avversario estendendo la nostra arma in una Langort o un Hengen molto lungo, e ruotando il filo lungo contro la sua lama, spingendo la punta della spada verso il bersaglio. Generalmente il movimento è strettamente “imparentato” con il Winden (o addirittura assimilabile) e con una spada lunga è in un solo tempo. N.B.: Ho tradotto in “rimozione” seguendo la traduzione di Paulus Hector Mair, che in latino per “absetzen” usa “remotio” (ma anche a “avertere”, “refringere” ed “excipere”).
Abesneit: lett.:”tagliare via”. Significa arrivare a contatto con l’avversario e “tranciarlo” trascinando la lama in avanti o indietro. Le lame medievali non erano affilate come un bisturi, ma come un buon coltello da cucina: il loro filo aveva una geometria tale da permettergli di essere robusto e facile da riparare. Questo significa che è possibile tenere con la mano nuda una lama affilata senza tagliarsi, ma solo finchè non si permette al filo di scorrere sulla pelle.
Alber: lett.:”[guardia del] matto” una delle “quattro guardie” tipiche della scuola di Liechtenauer. Generalmente questa posizione pone la spada al centro del corpo con la punta rivolta a terra, ma nel MS 3227a essa è scambiata con quella che altrove è chiamata Pflug (un probabile errore mnemonico). In questo caso la spada è tenuta su uno dei lati del corpo all’altezza della vita, con la punta rivolta alla faccia dell’avversario.
Bloessen: lett.:”Aperture”. Le aperture altro non sono che bersagli scoperti e potenzialmente feribili. Spesso si fa riferimento ad aperture “alte” o “basse” queste due definizioni tendono ad individuare quei bersagli al di sopra o al di sotto dell’arma avversaria o ancora meglio del gruppo mani. Nella scherma tedesca, per convenzione, si riconoscono 4 aperture principali, una per ogni quadrante del corpo, diviso all’altezza della vita naturale (o più in alto nel caso di Joachim Meyer, che mira fondamentalmente alla testa).
Colpi maestri: la scuola tedesca riconosce 5 colpi maestri. Essi sono Zornhau, Zwerchau, Schielhau, Krumphau e Scheitelhau. Sono generalmente spiegate come tecniche difensive ma nascono tutti da un colpo che può essere vibrato all’avversario come un attacco alle aperture.
Debole: in tedesco “Swach”. La porzione di lama più lontana dalle mani. E’ la parte della spada dell’avversario più facile da influenzare con la pressione della propria arma.
Drei Wunder: lett.: “Tre Feritori” (o se è un gioco di parole, le “Tre Meraviglie”). Si tratta dei tre modi per ferire con una spada. Di punta, Stich; con un colpo di taglio, Hau, o tranciando con il filo sul corpo, Schnitt.
Durchlauffen: lett.: “correre attraverso”. Un’azione con la quale si passa sotto il braccio del nemico qualora lo sollevi troppo, allo scopo di stringere misura ed entrare in corpo a corpo. A grandi linee: se la punta dell’avversario è ben fuori dalla nostra figura e le sue braccia sono alte, si lascia andare l’impugnatura della spada con la mano destra, che circonderà le spalle del nemico da davanti. Si supera l’avversario con uno dei piedi e lo si solleva con il bacino.
Durchwechslen: lett.: “cambiare attraverso”. L’atto di passare da un lato all’altro dell’arma nemica passando al di sotto di essa. Per portarlo a termine con successo si deve partire da un legame molto alto.
Eyserynen Pforten: lett.: “porta di ferro”. Difficile dire se l’Autore si riferisca ad una guardia tenuta su un fianco, con la punta verso terra ed il filo falso in direzione del nemico (concettualmente simile alla Tutta Porta di Ferro di Fiore de’Liberi o alla Wechselhut di Joachim Meyer), oppure ad una Schranckhut [vedi]
Fehler: lett.: “[colpo] che fallisce”. Con questa parola si intende un colpo che arriva vicino al bersaglio ma senza entrare in contatto con esso -o per meglio dire con la lama anteposta a parare. E’ di fatto una finta, ed è stato tradotto proprio come “finta” nel testo.
Fermo: in tedesco “Hart”. Quando si è nel legame si percepisce (vedi “Fuhlen”) se l’avversario è fermo oppure molle. Se è fermo vuol dire che sta usando molta forza per mantenere il legame.
Forte: in tedesco “Starch”. La porzione di lama più vicina alle mani. E’ la parte della spada dell’avversario più difficile da influenzare con la pressione della propria arma.
Fuhlen: lett.: “Sentimento”. Il sentimento a cui l’autore si riferisce è quello dell’arma o, come lui stesso lo descrive, del ferro. Il sentimento del ferro è un modo sintetico e ricco di sfumature per descrivere il portamento dell’arma sul legamento. Il legamento (Fiore de Liberi da Cividale lo definirebbe incrosare) può essere forte o debole, costante o incostante e, a seconda del caso, permettere di attuare diverse strategie e tecniche.
Hart: vedi “Fermo“.
Hau: colpire di taglio
Hauptstucke: vedi “Colpi maestri“.
Hengen: una posizione (ne esistono quattro, uno alto ed uno basso rispettivamente a destra e a sinstra) in cui la punta è rivolta verso l’avversario per minacciarlo di un colpo molto immediato ed una delle quattro linee d’attacco è coperta. Un hengen è anche il punto di arrivo di un colpo vibrato in modo controllato, che non scopre eccessivamente. Le guardie Ochs e Pflug (che possono essere tenute sui due lati del corpo) vengono generalmente considerate come i quattro hengen.
Krumphau: lett.: “colpo ritorto”. Un colpo vibrato verso destra o verso sinistra di 45-90° rispetto alla propria direzione, tanto di filo vero quanto di filo falso. Ricorda vagamente il movimento di un tergicristallo, per usare una comune metafora moderna, e prende come bersaglio la lama avversaria in arrivo (durante un colpo) o il suo gruppo mani. In alternativa, può anche essere un Kurtzhau [vedi]. E’ uno dei Meisterhau, i 5 “Colpi Maestri” della scuola di Liechtenauer.
Kurtzhau: lett.: “colpo corto”. Un colpo artificiosamente più corto, vibrato ad arte per passare sotto alla spada del nemico che cerca di deviarlo allo scopo di colpirlo dall’altra parte. E’ una forma di finta o inganno che generalmente si porta a termine in un unico movimento fluido.
Indes: lett.: “nel momento in cui”. E’ la parola con cui si descrive l’azione immediata, che avviene nel momento stesso in cui si verificano delle condizioni specifiche. Generalmente è necessario usare attivamente il Fuhlen per percepire il momento giusto di agire.
Langort: lett: “punta lunga”. Questa guardia non è una delle 4 canoniche della scuola di Liechtenauer, insegnate anche dal MS 3227a, ma è comunque citata per la sua importanza. In tale posizione le nostre braccia sono estese e la punta è verso la faccia del nemico, pur non essendo generalmente consigliabile mantenerla orizzontale, ma leggermente inclinata verso l’alto. I colpi di taglio vibrati al nemico, dall’alto o dal basso, dovrebbero arrestarsi alla Langort o a uno dei quattro Hengen (vedi).
Leychmeistere [singolare: Leychmeister]: lett.:”maestri di scherma da palcoscenico”. Con questo termine l’autore vuole indicare lo schermidore stolto che cerca lo spettacolo e crede di aver inventato un nuovo tipo di scherma migliore di quella insegnata da Liechtenauer. Qualcuno propone la traduzione “maestri dei cadaveri” poichè rappresenta coloro che insegnano una scherma fasulla e pericolosa.
Mittelhau: un colpo orizzontale.
Meisterhau: vedi “Colpi maestri“.
Messer: lett.: “coltello”. In italiano viene generalmente tradotto con “falcione”, ma non lo riteniamo veramente corretto. Sebbene messer e falcioni siano concettualmente molto simili, si sono sviluppati in modo indipendente nel mondo germanico (il messer) ed europeo (il falcione). In ogni caso, il messer è un’arma da taglio dalla lama dotata di un solo filo e l’impugnatura priva di pomolo, che generalmente termina “a becco di pappagallo”. Nel corso dei secoli si sono sviluppate numerose tipologie di quest’arma. Esistono quindi esemplari di messer a lama dritta e lama curva, con impugnatura per una mano e per due, con o senza nagel (lett. “chiodo”, un abbozzo di elsa complessa che protegge il lato destro della mano), con o senza “scolasangue”, ecc…
Quindi appartengono alla categoria delle armi molto semplici e popolane, concettualmente similissime al machete del campesiño messicano, quanto delle vere e proprie opere d’arte oplologica come le cosiddette “sciabole svizzere” rinascimentali.
La scherma del Liechtenauer si applica perfettamente tanto ai messer che alle spade lunghe, al punto che sarebbe difficile stabilire quale delle due fosse propedeutica all’altra se mai tale concetto avesse qualche valore per gli antichi maestri di scherma.
Molle: in tedesco “Weich”. Quando si è nel legame si percepisce (vedi “Fuhlen”) se l’avversario è fermo oppure molle. Se è molle vuol dire che sta usando poca forza per mantenere il legame.
Nach: lett.: “il dopo”. In questa scherma ci si riferisce alla condizione in cui si è costretti ad agire dopo l’avversario, il quale possiede l’inizativa (vedi Vor). Ogni azione che si compie all’interno del Nach deve essere volta a riguadagnare il Vor, anche se talvolta ritrovarsi nel “dopo” è una scelta cosciente da parte di uno schermidore che ha compreso bene le azioni future dell’avversario.
Nachreisen: lett.: “incalzare”. Quando l’avversario abbandona un legame, carica un colpo oppure cambia guardia mentre è a misura, ci concede un tempo del quale dobbiamo approfittare per colpirlo. Non potrà reagire! Questo concetto è strettamente imparentato con il “peto sequi” di lutegeriana memoria.
Nachslag: lett.: “il colpo dopo”. Il colpo successivo al primo (vedi “Vorschlag”). Il primo colpo stabilisce l’iniziativa, il secondo “sommerge” l’avversario.
Oberhau: qualsiasi colpo vibrato dall’alto. Va puntualizzato che un Oberhau non è limitato a colpire le zone alte dell’avversario, può scendere anche sulle gambe (per esempio).
Ochs: lett.: “bove”. Una delle “quattro guardie” tipiche della scuola di Liechtenauer. E’ tenuta con il gruppo mani all’altezza della testa, da ambo i lati, più o meno avanzata a seconda dello stile. La punta è rivolta alla faccia dell’avversario. Se tenuta al lato destro del corpo i polsi sono incrociati, sono ovviamente paralleli sul lato sinistro del corpo. E’ una dei quattro Hengen (vedi).
Pflug: lett.: “aratro”. Una delle “quattro guardie” tipiche della scuola di Liechtenauer. Normalmente è tenuta con la guardia all’altezza della vita, da ambo i lati, gruppo mani (più o meno a seconda dello stile) avanzato. E’ uno dei quattro Hengen (vedi). Nel MS 3227a è scambiata con l’Alber (vedi), cosa che parrebbe un errore mnemonico. In questo caso la guardia sarebbe con la spada tenuta centralmente e la punta rivolta al suolo.
Scheitelhau: lett: “Colpo al cranio”; “Colpo al vertice”. Un colpo molto rapido e molto semplice che sfrutta il concetto di Überlauffen (vedi). Si tratta di un colpo diretto dall’alto al basso, che colpisce l’avversario “in mezzo al cranio”. E’ utile a “spezzare” (come dicono i tedeschi) l’Alber e il Pflug, le guardie basse, perchè è il colpo che arriva più lontano a disposizione di uno schermidore. Va scagliato in modo da ritrovarsi in Langort (vedi) se si dovesse mancare il bersaglio, è generalmente un errore proseguire con il colpo fino a terra. E’ uno dei Meisterhau, i 5 “Colpi Maestri” della scuola di Liechtenauer.
Schielhau: alt: “Schiller”, lett: “colpo convergente”. Un colpo che parte come un regolare Oberhau, ma guadagna una traittoria convergente perchè la lama viene ruotata in modo da incontrare l’Oberhau dell’avversario di filo falso. In questo modo si è in una posizione perfetta per un colpo di punta. E’ uno dei Meisterhau, i 5 “Colpi Maestri” della scuola di Liechtenauer.
Schiller: vedi “Schielhau“
Schnitt: vedi “Tranciare“
Schulfechten: Il termine è stato tradotto con “scherma scolastica”, ma potrebbe non essere corretto. Nei secoli successivi le Fechtschule (letteralmente “scuole di combattimento”) non erano edifici o sodalizi per allenarsi nelle arti marziali, bensì manifestazioni e tornei di combattimento talvolta piuttosto cruenti, per quanto mai all’ultimo sangue. Difficile dire quanto questa inflessione del termine vada “indietro” nella storia. Per “scherma scolastica” quindi si potrebbe intendere “rivolto allo sport marziale”.
Schranckhut: lett.: “posta di barriera”. Tradizionalmente, una guardia che rappresenta il punto finale di un Krumphau [vedi] vibrato di filo falso. Da destra verso sinstra, questo posiziona la spada sul lato sinistro del corpo, con i polsi incrociati, la punta verso il terreno, il pomolo verso l’avversario. Da sinistra a destra i polsi non sono incrociati ma la punta è comunque verso il terreno e il pomolo verso l’avversario.
Sprechtfenster: lett.: “finestra per parlare”, quella dei monasteri di clausura. E’ chiamata con questo nome una variante della Langort (vedi), modificata in modo dinamico per interagire con un qualsiasi legame. Il “dialogo” a cui fa riferimento il nome è ovviamente il Fuhlen (vedi).
Stark: vedi “Forte“.
Stich: colpire di punta.
Stück: un termine molto usato che sta ad indicare brano, tecnica, sequenza di azioni ma che letteralmente vuol dire solo “pezzo”.
Sturtzhau: un colpo dall’alto vibrato con il filo corto. Inizia come un regolare Oberhau [vedi], ma si volta la spada durante il colpo, incrociando le braccia sopra la testa in modo da orientare la spada con il filo corto verso il nemico.
Swach: vedi “Debole“.
Tranciare: uno dei Drei Wunder. Si trancia con il forte insistendo con il peso del corpo, generalmente sugli avambracci dell’avversario. Il momento è quando l’avversario cerca di colpire passando da un legame ad una delle nostre aperture: sarà scoperto quando ruota la spada, il tempo sufficiente a “cadere” sui suoi avambracci o alzare la spada su di essi. Con una spada affilata può causare ferite profonde, con una spada da palestra si può abbassare le braccia dell’avversario o alzarle e sbilanciarlo spingendo o ruotando i fianchi con grande facilità, facendo leva con il forte. Una volta compromesso l’avversario, si cerca un’apertura con un colpo.
Unterhau: qualsiasi colpo vibrato dal basso. Va puntualizzato che un Unterhau non è limitato alle zone basse dell’avversario, teoricamente nulla impedirebbe di colpire il mento (per esempio).
Überlauffen: lett: “sovrastare”. Un concetto comune a qualsiasi scuola di scherma, secondo il quale un colpo vibrato alle aperture basse avrà una portata minore rispetto ad un colpo diretto alle aperture alte. Secondo Liechtenauer, bisogna sempre sfruttare questa semplice considerazione geometrica quando l’avversario ne offre l’opportunità.
Versetzen: le parate. Il concetto della scuola di Liechtenauer di parata è leggermente diverso da quello odierno, ed il termine è molto generico. Esso può descrivere:
- Una posizione che chiude completamente una linea di attacco del nemico (uno dei 4 Hengen)
- Un colpo vibrato per “rompere” il colpo avversario
- Ancora più genericamente, qualsiasi movimento che intercetti o devi la spada avversaria, sia che la cosa ci mantenga in posizione di svantaggio [vedi Nach], sia che ci permetta di dare vita ad una nuova tecnica che metta fermamente l’iniziativa (vedi Vor) in mano nostra.
le “Vier Versetzen” (quattro parate) sono quattro dei cinque Colpi Maestri usati per “rompere” le quattro guardie.
Vor: lett.: “il prima”. Nella scherma di Liechtenauer con questo termine si definisce l’iniziativa. Un combattente nel Vor ha il controllo del combattimento e ha forzato l’avversario a stare sulla difensiva. Rimanendo nel Vor si è al sicuro dal nemico e si hanno ottime probabilità di colpirlo. Questo non vuol dire che è necessario attaccare sempre per primi, ma che è necessario farlo ogni volta in cui è possibile (e si è preparati tatticamente E strategicamente per farlo). Vedi anche Vorschlag.
Vorschlag: “Primo colpo”. Con tale termine viene indicata la filosofia tattica che sottende al guadagno dell’iniziativa (vedi Vor) e al piegare alla propria volontà le azioni dell’avversario. Il nemico viene messo sulla difensiva e senza il tempo di sviluppare un piano d’attacco.
Wechselhau: lett.: “colpo che cambia”. Una tecnica che non viene descritta dall’Anonimo Autore, ma che può essere dedotta dal contesto del cosiddetto Manoscritto “Ringeck”. Tale testo infatti accenna allo Streichen, colpire dal basso di filo falso, deviando così con forza la lama dell’avversario. Il colpo probabilmente “cambia” perchè è preceduto da un Oberhau [vedi] che scende fino al fianco sinistro, dal quale la lama rimonterà come Unterhau [vedi] per intercettare il colpo del nemico. Nei secoli successivi Meyer definirà la posta al termine di un Oberhau come “Wechselhut”, offrendo un ulteriore possibile indizio sul metodo con il quale i tedeschi definivano questi movimenti di spada.
Weich: vedi “Molle“.
Winden: una manovra rotatoria con la spada attuata allo scopo di colpire l’avversario di punta attraverso il legame di spada, di proteggere una delle quattro aperture oppure di guadagnare una posizione favorevole contro la lama avversaria (angolo, leva, ecc…). Il movimento è compiuto generalmente passando da uno dei quattro hengen ad un altro, ovverosia tra le guardie di Ochs e Pflug.
Zettel: alt.: “Zedel”; detti anche “Merkverse”. Si tratta degli originali versi mnemonici di Liechtenauer, che i suoi discepoli imparavano per poi essere in grado di tenere a mente gli insegnamenti del maestro. Questo tipo di comunicazione orale delle informazioni era molto comune in antichità. I versi sono in rima.
Zornhau: lett.: “colpo furioso”. Un Oberhau (vedi) diagonale di circa 45°, vibrato dal lato destro accompagnato da tutto il peso del corpo. E’ il colpo più forte che una persona non mancina può vibrare ed è sempre considerato un buon Vorschlag (vedi). Se ha successo, è generalmente considerata parte integrante del colpo una punta chiamata Zornort, estesa sulla linea di attacco che il colpo diagonale ha liberato con il proprio impeto. Sulla base di questo colpo molto semplice è possibile costruire tattiche e frasi schermistiche di complessità sempre crescente, e per questo nonostante l’ingannevole semplicità è forse il colpo più importante tra i 5 Meisterhau, i 5 “Colpi Maestri” della scuola di Liechtenauer.
Zwerchau: lett.: “colpo traverso”. Un Mittelhau (vedi) diretto alla testa dell’avversario. E’ sempre vibrato con le mani sopra la testa, le braccia estese ma non iperestese e la punta della spada inclinata (più o meno leggermente) verso il basso. La guardia così protegge il volto e le dita. Il colpo può essere vibrato di filo falso o filo vero, ma più frequentemente è di filo falso alla propria destra e filo vero (incrociando le braccia) alla propria sinistra. E’ una tecnica che può essere usata di prima intenzione per “rompere” una guardia alta, oppure in un legame, dopo aver percepito (vedi Fuhlen) che l’avversario sta applicando forza allo stesso. Nel secondo caso, ovviamente, lo scopo è di colpirlo sull’altra linea di attacco. Lo Zwerchau è un Meisterhau, i 5 “Colpi Maestri” della scuola di Liechtenauer.
Zucken: lett.: “ritirata [della spada]“. Cedere con la propria spada di fronte al colpo nemico per attuare un’altra tattica (debole contro forte, forte contro debole, etc…).